Sharing Economy

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Descrizione

Fino a pochi anni fa la Sharing Economy era un concetto che circolava esclusivamente nel network degli innovatori internazionali.

Lo stesso termine ‘consumo collaborativo’ è stato rilanciato nel 2011 dal TIME come una delle 10 idee che cambieranno il mondo.

Oggi si parla sempre più di ‘economia della collaborazione’ e le pratiche collaborative – grazie all’incremento tecnologico e alla diffusione esponenziale di servizi digitali e piattaforme collegati ai concetti di condivisione – sono persino entrate a far parte integrante delle nuove misure a cui guarda la politica per rilanciare la crescita sostenibile dei Paesi.

Per esempio il Governo inglese nel budget 2015 ha posto tra gli obiettivi di crescita economica del Paese lo sviluppo di un pacchetto di misure per sprigionare il potenziale della sharing economy.

Ma quali saranno le prossime sfide per regolamentare la sharing economy sia in ambito privato che pubblico?

Ne abbiamo discusso insieme grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione RENA – il movimento che mobilita le comunità del cambiamento in Italia – e di altri studiosi del fenomeno sharing economy.

INFO

Data 16 luglio 2015
Orario 19.00 – 20.00
Luogo Teatro di Copernico, Milano
Indirizzo Via Copernico, 38 – Milano

Gli speakers
matteo brambilla

Nome Matteo
Cognome Brambilla
Professione Coordinatore
Organizzazione Progetto RENA Milano

RENA: mission e progetti per lo sviluppo della Sharing Economy

Matteo Brambilla ha presentato l’Associazione RENA e i suoi progetti nell’ambito della Sharing Economy, servendosi dell’allegoria dell’esplorazione: “quando una comunità di persone trova un nuovo territorio si formano due macro-comunità, chi costruisce e produce e chi invece crea le nuove mappe”.

La Sharing Economy, basandosi fondamentalmente su piattaforme digitali, è soggetta a incremento tecnologico e mutazione di contesti talmente rapidi che i ruoli di costruzione e disegno delle mappe sono complessi.

Il ruolo di RENA è proprio quello di mettere in connessione i due mondi (practitioner e produttori di mappe) in maniera biunivoca e farli dialogare. Lo fa anche attraverso iniziative come il Festival delle Comunità del Cambiamento e la RENA Summer School.

Leggi l’articolo di approfondimento dal nostro blog >

Renato Galliano

Nome Renato
Cognome Galliano
Professione Direttore Area Sviluppo Economico, Innovazione, Università e Smart City
Organizzazione Comune di Milano

Milano Sharing City: il network della sharing economy

Milano Sharing City è un progetto avviato nell’ottobre 2014 dal Comune di Milano a seguito di una consultazione pubblica e che ha concluso nel 2015 una prima fase di mappatura dei soggetti coinvolti nelle iniziative di economia collaborativa (65% operatori e 35% esperti).

Il ruolo della Pubblica Amministrazione in fenomeni come quello della sharing economy deve essere quello di porsi come agente proattivo per divulgare ed aggregare. Sono state presentate le iniziative condotte o promosse dalla Amministrazione locale che rientrano nelle pratiche dell’economia collaborativa:“Shared Mobility” (car, bike e scooter sharing), “Shared Creativity” (FabLabs, co-working, incubatori), “Use and re-use of spaces” (giardini, spazi, alloggi), “Shared information” (EO15, datasets, isole digitali), “Collaborative finance” (crowdfunding civico etc.), “Open Government” (bilancio partecipativo, food policy, Milano Resilient City etc.).

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Daniela Selloni

Nome Daniela
Cognome Selloni
Professione Service Designer and Researcher
Organizzazione Politecnico di Milano

Progettare la città insieme alla cittadinanza

La sfida per il futuro prossimo, nell’ambito della cosiddetta “economia collaborativa” sarà quella di riuscire ad includere i cittadini ad un livello ancora più alto, nonostante i confini tra coinvolgimento, collaborazione e sfruttamento rischino di risultare labili.

Questo concetto è il linea con quanto recentemente riportato dal Guardian, ovvero che ordinary people drive smart cities.

La presentazione contiene due action format di ricerca applicata per la città di Milano, vere e proprie pratiche collaborative di interesse pubblico per co-costruire insieme dei servizi:

  • Cittadini Creativi: sperimentazione applicata ad una specifica zona di Milano per 5 mesi attraverso una serie di challenge collaborative per co-progettare servizi utili alla vita quotidiana in seguito ad un’analisi dei bisogni.
  • Hacking Public Services: una classe internazionale di 45 studenti ha collaborato per un mese per progettare servizi collaborativi, ibridi (cioè multi-attore e di interesse pubblico), e multicanale su 10 cluster tematici. 

La presentazione dei due format è stata utile per chiarire, ai non addetti ai lavori, qual è il ruolo del designer nella co-progettazione dei servizi cittadini, ovvero rendere attrattiva ed ispirazionale la collaborazione.

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marta-mainieri

Nome Marta
Cognome Mainieri
Professione Founder
Azienda Collaboriamo.org

Una mappatura delle piattaforme collaborative italiane

La presentazione si concentra sull’offerta delle piattaforme collaborative italiane, grazie alla mappatura condotta da Collaboriamo.org, piattaforma che abilita alla comprensione delle opportunità proposte dal nuovo modello di servizio offerto dall’economia della condivisione.

Dall’indagine condotta nel novembre 2014, la maggioranza delle piattaforme di Sharing Economy ha difficoltà di sopravvivenza, sia per la debolezza o addirittura carenza di un modello di business (per il 21% dei servizi è così), sia per la difficoltà di coinvolgimento e gestione di community di servizi collaborativi.

Altri elementi di riflessione emersi riguardano il fatto che il 52% delle società che erogano servizi collaborativi ha fatto bootstrapping e che la percentuale sul transato è il modello di business prevalente. In sintesi, i servizi italiani crescono ma con difficoltà, soprattutto legate alla regolamentazione.

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Stefano Daelli

Nome Stefano
Cognome Daelli
Professione Member
Organizzazione Progetto RENA

Dalla parte delle aziende. Clienti, modelli e futuro della Sharing Economy

La tecnologia sta trasformando le modalità con cui l’utente/cliente si aspetta che servizi e prodotti vengano offerti dalle aziende.

Si sta diffondendo il concetto di istantaneità, anche nel caso di prodotti e servizi non scalabili e si sta verificando il passaggio da un’economia tradizionale creata da aziende asset- based alla cosiddetta “uberized economy” access-based che prevede la fornitura immediata di prodotti e servizi attraverso l’abilitazione di una domanda destrutturata da un lato e un’offerta scalabile e potenzialmente infinita dall’altro.

Si stanno delineando 3 possibili scenari per i player tradizionali:

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